LA DIAGNOSI

Lo studio di un intervento di risanamento deve necessariamente essere preceduto da un sopralluogo diagnostico, effettuato da un tecnico specialista, finalizzato ad accertare la presenza della risalita capillare quale causa dell’umidità in atto, nonché altre eventuali concause agenti in modo concomitante o indipendente dalla risalita (ad es. perdite da condotte idrauliche, infiltrazioni di acque superficiali e/o sotterranee, fenomeni di condensa, ecc.). La diagnosi viene normalmente eseguita con l’uso di termoigrometro, tester e termocamera. Deve essere anche attentamente valutare la presenza e concentrazione di sali nella struttura.



I SALI

La presenza di cristalli salini all’interno delle murature è una delle principali cause del deterioramento dei materiali che le compongono. L’analisi della percentuale in peso dei Sali disciolti può essere eseguita con cromatografia ionica secondo la norma UNI 11087 Beni Culturali “Materiali lapidei naturali ed artificiali. Determinazione del contenuto di sali solubili.” Non esiste l’acqua distillata nel terreno, quindi quella che entra in un muro contiene sempre dei sali disciolti. L’acqua evapora dalle pareti in contatto con l’aria, ma i sali NO, generano cristalli. Naturalmente, lo stesso discorso vale per la spuma marina scagliata contro gli edifici dalle burrasche. Le macchie esterne bianche dette efflorescenze (il “salnitro”) sono innocue, mentre i cristalli interni invisibili, detti sub-efflorescenze, che si formano nei primi 1,5-2 cm di spessore del muro, causano i danni perché riempiono il materiale esercitando pressioni enormi. I danni da cristalli compaiono anni dopo che l’acqua ha iniziato a penetrare ed evaporare; la distruzione è maggiore laddove si sono formati più cristalli, cioè laddove l’acqua ha evaporato in maggiore quantità perché il materiale è più poroso e più permeabile. I cristalli sono igroscopici, quindi mantenere un locale umido anche da soli e in presenza di una barriera alla risalita.



IL RISANAMENTO

Un risanamento completo consiste nel:

  • Bloccare la risalita, per asciugare il muro (e per impedire a nuovi sali di entrare).
  • Eliminare i sali presenti nel muro che altrimenti ritorneranno ad affiorare.

I sistemi spesso usati in questi interventi prevedono il mantenimento dei sali nel muro con “rinzaffi antisale” a base di prodotti chimici oppure intonaci “risananti” che “bloccano” i sali nel muro finché possono (molto spesso max 5 anni circa). Altre volte si cerca dii nascondere i sali entro intonaci macroporosi assorbenti che funzioneranno finché possono naturalmente, poi scoppieranno (quasi sempre max 2,5 anni senza barriera). Il sistema di risanamento certificato proposto prevede l’estrazione completa dei sali presenti nell’intonaco e nella muratura con uno o più impacchi a base di acqua distillata e fibre di cellulosa purissima di grado farmaceutico A esente da arsenico o sodio modificate, pH 8,5, esente da composti chimici. Al termine del ciclo, una volta effettuate le analisi, verrà rilasciato un “CERTIFICATO DI RISANAMENTO”.



LA SOLUZIONE DEFINITIVA

Al fine di eliminare la risalita capillare di umidità dal terreno dovrà essere installata una barriera, nel caso specifico si propone una barriera elettrofisica costituita da una centralina elettronica di raggio sferico d’azione pari a 15 metri, a copertura dell’intero piano terreno.
Il procedimento utilizzato dalla centralina nasce dagli studi e dalle sperimentazioni condotte al fine di eliminare la formazione dell’umidità di risalita nelle murature. L’umidità presente nelle murature è dovuta essenzialmente al fenomeno fisico della capillarità. L’acqua si dispone sempre allo stesso livello in vasi comunicanti tra loro, indipendentemente dalla loro forma o diametro; quando i vasi hanno dimensioni minime, detti anche capillari, ciò non si verifica ma il liquido sale nel vaso più stretto, tanto più alto quanto più piccola è la sua sezione. L’altezza di risalita dell’acqua quindi è inversamente proporzionale al diametro dei pori del materiale da costruzione usato.

Il contenuto dell’acqua trattenuta per capillarità può raggiungere e superare, in materiali molto igroscopici come le malte e la maggioranza dei materiali da costruzione, il 30% del volume. Nella pratica si riscontra che la forza di capillarità aumenta leggermente in presenza di temperature più basse, ed aumenta in modo più evidente in presenza di sali. Queste indicazioni spiegano la diversa capacità di risalita capillare che si può riscontrare in un edificio costruito con gli stessi materiali perché influenzato dal terreno e dall’ esposizione. L’umidità risale nelle murature attraverso il movimento delle molecole dell’acqua nei sottili capillari interni ai materiali di costruzione, in parte a causa del campo magnetico terrestre, ed in parte per le scariche elettriche tra lo strato limite dei capillari e le molecole dell’acqua; questa carica è anche indicata come corrente potenziale o resistenza potenziale.

La tecnologia di deumidificazione, genera un debole campo elettromagnetico, totalmente innocuo per persone e animali per la bassa intensità, che interagisce con le forze elettro-chimiche causa della spinta ascensionale della molecola dell’acqua nelle murature, riportando in un percorso naturale tramite i capillari dei materiali e la forza di gravità le molecole d’acqua verso il terreno.